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Sesso anale sotto l'Albero di Natale

Franco è un gendarme vaticano ex monaco benedettino, conosce Alena guida turistica a Roma. Sarà una notte di sesso anale sotto l'albero di Natale.

Sesso sotto l'albero
Foto: pixabay.com.

Franco ha conosciuto una bella ragazza russa che vive a Roma da 15 anni. Lei si chiama Alena, ha studiato qui e poi è rimasta come guida turistica e interprete. La loro conoscenza è avvenuta su Sexlog.com, la community per adulti senza veli. Franco ha trovato il profilo di Alena attraverso un amico spagnolo, anch'egli guida turistica a Roma. Quando ha visto le foto non poteva credere ai suoi occhi. Quanta bontà, quanta abbondanza. Che seno rotondo meraviglioso, che cuscini sinuosi perfettamente adagiati su di un culo a forma di chicchi d'uva dell'annata migliore.

La vita di due collezionisti del sesso

Franco

Franco ha subito deciso, quella doveva essere sua. Dopo alcuni messaggi di conoscenza preliminare hanno fissato un appuntamento in piazza di Spagna. Sì vero, difficile trovarsi un un luogo strapieno di gente, tuttavia per questo molto più anonimo. In mezzo a tanta gente nessuno li avrebbe riconosciuti; soprattutto Franco, del corpo di polizia della Gendarmeria Vaticana. Ha un passato travagliato, prima come seminarista e poi come monaco benedettino. A 28 anni non aveva ancora rotto la verginità e solo grazie a una suora vergine come lui, ha finalmente potuto rompere l'incantesimo perverso.

Da allora basta abito monacale e per lavorare, grazie alle conoscenze acquisite negli anni di vita religiosa, ha potuto arruolarsi nella Gendarmeria Vaticana. In Italia è così: o conosci o non lavori.

Quella suora non l'ha più rivista, però ancora ricorda il suo odore, la sua voce mentre godeva con il fallo vergine dentro la monaca pura come alla nascita. Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti e tante donne sotto di lui. Sì certo, anche sopra e di lato... in realtà in tante posizioni e in molti luoghi diversi. Ha recuperato il tempo perduto frate Franco, così lo chiamavano tutti quando indossava l'abito religioso. A 42 anni è conosciuto come Franco il gendarme e basta.

Vive a Viterbo, lontano da Roma dove lavora. Nella capitale eterna ha sempre un posto dove dormire durante la settimana. Ha conosciuto una suora che in cambio di certe attenzioni, gli conserva caldo un posto nella foresteria del convento.

Alena

Alena ha 34 anni è giunta in Italia a 19 anni come studentessa universitaria. Si è laureata presto e subito ha trovato lavoro in una grande società che fornisce guide turistiche e interpreti. Anche per lei la conoscenza è servita. Nel suo caso si è trattata di una conoscenza intima con il datore di lavoro. Per lei non è stato un dramma, il sesso le piace. Non ha mai avuto un partner fisso, sempre uno nuovo da sperimentare. A Roma ha potuto scoprire il cazzo di tutte le razze del mondo. Si è fatta il tedesco, l'arabo-iraniano, l'arabo-egiziano, l'americano, l'indiano, il giapponese e il cinese. Non ha disdegnato l'argentino e il brasiliano, quest'ultimo, insieme con il portoghese, le hanno fatto provare il piacere di prenderne due nello stesso posto: come urlava di piacere...

L'invito a cena a casa di Franco

Franco ha invitato Alena a cena a casa sua qualche sera prima della vigilia di Natale. Durante le feste non potranno vedersi perché arriveranno una marea di turisti dall'est Europa e lei li accompagnerà nei giri turistici.

È la terza volta che s'incontrano. Dopo piazza di Spagna, il primo incontro sessuale si è svolto nei bagni dell'hotel con il quale lei in passato aveva collaborato. Il gendarme gli ha messo presto l'uccello in bocca per farglielo assaggiare e quando l'assaggio a lei è bastato, si è alzata la gonna e via. I palmi delle mani poggiati alle pareti laterali del bagno, una gamba sollevata sul bordo del water, così si è fatta scopare la fregna sovietica. Franco ha tentato di metterlo in culo, ma lei ha tappato l'orifizio con le dita.

'Per questo è ancora presto.' Ha sentenziato lei.

Allora Franco è tornato nella sorca bionda rasata e lì è venuto smorzando l'urlo infernale dell'orgasmo. Lei sfatta, si è pulita con la carta igienica e prima di uscire gli ha dato un lungo bacio in bocca.

L'albero di Natale è illuminato e decorato. Nella living room e nel corridoio, Franco ha preparato degli angoli natalizi. È molto attento all'estetica e lo sa che lei guarderà questi particolari, perché le donne amano la cura dei particolari. Gli riesce sempre bene e grazie a questa tecnica conquista definitivamente le donne che porta a casa, facendosi dare ciò che ama di più nel rapporto sessuale: il culo. Sogna di fare sesso anale sotto l'albero di Natale con Alena. Spera che questa sera sia la volta buona, dopo il no ricevuto nel bagno dell'albergo romano. Ecco perché sotto l'albero c'è un pacco anche per lei, un dono speciale per aprirla a ogni suo volere. Spera di riuscirci.

Alena è precisa, alle 21.00 è fuori casa sua. Entrando gli regala un bel bacio sulle labbra, Franco resta stordito dall'intensità. È un bacio caldo, denso di passione, dal forte retrogusto di carica sessuale da soddisfare: sarà lui a doverla soddisfare. Quel bacio porta speranza al suo intento, c'è una buona predisposizione, da parte di lei, di fare cose trasgressive. Forse riuscirà a mettere in pratica la sua fantasia.

'Ciao.' Sorride lei.

'Ciao.... Che bel bacio. Sei caldissima.'

'E non solo sulle labbra.' Aggiunge lei.

A Franco gli viene duro come il tronco dell'albero di Natale addobbato nella zona living della casa.

'Com'è bello qui. Che bell'albero di Natale! L'hai addobbato tu?'

'Sì.'

'Sei stato bravissimo.'

'Grazie...'

Ai piedi dell'albero c'è un grande tappeto dove il rosso è preponderante rispetto al verde, al giallo e al blu notte. Raffigura un paesaggio natalizio fatto di case illuminate, alberi addobbati, lampioni accesi e tanta neve qua e là. Quel tappeto è lì per loro, non è solo coreografico.

Superati i convenevoli, Franco invita Alena a sedersi a tavola. Li attende una romantica cena, illuminata da candele austriache e dai mille colori dell'albero.

Le esperienze sessuali meno convenzionali

La conversazione è divertente. Passano da un aneddoto all'altro. Quelli più simpatici sono di Alena, racconta le vicissitudini dei suoi turisti incappati nelle situazioni più strane. Passano, senza sapere come e perché, a raccontarsi le esperienze sessuali meno convenzionali. Alena gli narra di quella volta con l'autista bulgaro. I turisti erano scesi per una sosta di un quarto d'ora all'Autogrill. Chiuso l'autobus, e tirate le tendine, il bulgaro l'ha sdraiata a terra per non farsi vedere dall'esterno.

'E' stato eccitante farlo in autobus e sapere che qualcuno avrebbe potuto scoprirci, mi ha resa ancora più eccitata. Da un momento all'altro sarebbero tornati i turisti, dovevamo sbrigarci. Abbiamo fatto giusto a tempo a urlare di piacere e rivestirci.'

Franco gli racconta di quando lavorava presso l'Università Lateranense nel servizio di vigilanza notturna. L'università è territorio del Vaticano e la Gendarmeria si occupa della sorveglianza. Aveva messo gli occhi su una studentessa all'ultimo anno di teologia. Una notte le disse di presentarsi da una porta laterale. Scoparono nel locale caldaia dell'università.

'Era inverno, ma lì dentro faceva un caldo... Sudammo di piacere. Me la feci con tanta foga che la camicia s'inzuppò di sudore. Non sono più riuscito a togliermela di dosso fino alla fine dell'anno accademico. Lì ho rischiato grosso. Se mi avessero scoperto sarebbe stata la fine per me.'

Dalla cena natalizia alla notte di sesso

Alena è sempre più calda. Toglie una scarpa e allunga la gamba sotto il tavolo. Raggiunge Franco tra le gambe e leccandosi le labbra con la lingua, strofina la punta del piede sul cazzo. Il gendarme si arrapa fulmineo, Alena si alza dalla sedia per sedersi sopra di lui. Iniziano a baciarsi profondamente. Le lingue fanno a gara a quale affonda di più nella bocca dell'altro. Franco gli tocca le tette, lei butta un grido: gli ha strizzato troppo la tetta.

'Come sei gustosa Alena. Quando ho visto le tue foto su Sexlog ho desiderato solo averti. Non ho fatto altro che pensare a te.'

'Ti piacciono?' Indicando le prosperose tette.

'Sì.'

Alena in silenzio le caccia fuori. Franco è estasiato. Nel bagno dell'albergo non ha potuto vederle, ora ammira e tocca. Sfiora i capezzoli frastagliati e irti. Succhia quel seno del quale teme d'essersi addirittura innamorato. Alena si gode la scena divertita e guardando l'albero:

'Aaah! Franco, come sei bravo a succhiarmi le tette.'

Alena lo abbraccia, butta la faccia del gendarme tra le grosse poppe sovietiche.

'Mamma mia bella, Alena... Ma sono sempre state così grosse e belle?'

'Sempre. Ci sono nata.'

E continua a succhiarle, mangiarle, toccarle.

'Franco, hai ancora fame dopo tutto quello che abbiamo mangiato?' Dice lei divertita e sorpresa dalla voracità.

'Le tue tette mi fanno venire una fame che non si può saziare con nessun cibo.'

Tornano a baciarsi. A tette nude scende dalle gambe per posizionarsi in ginocchio. Franco scosta la sedia per farle spazio, apre i pantaloni e caccia il cazzo duro come il tronco dell'albero di pino. Alena succhia, divora il pino ricambiando le attenzioni ricevute.

'Ooh! uuhh!' Franco si mantiene alla spalliera della sedia. Ha il membro umido di saliva, la capocchia freme ogni qualvolta la lingua della russa ci passa sopra. Leccata dopo leccata, i due si preparano a una serata di sesso senza sosta a pochi giorni dal Natale.

Sesso anale sotto l'albero di Natale

È Franco a condurre Alena sul tappeto natalizio ai piedi dell'albero. Si toglie le scarpe e il pantalone. Aiuta lei a togliersi gli abiti. Restano con le sole mutande. Il culo morbido di Alena è uno spettacolo. La gira e, stendendola sul tappeto, gli bacia quei due mandolini di San Pietroburgo. Lei soffre il solletico e si dimena, non può scappare lui non la lascerà andare via. Alena lo capisce e si lascia prendere. Lascia che lui sfili via gli slip, si lascia leccare il foro che di solito non concede così facilmente neppure dopo molti mesi di conoscenza e di sesso. Vede lui togliersi le mutande, lo vede prepararsi in ginocchio, prenderla per il bacino e posizionarla a pecora. Curiosa si prepara ad accoglierlo, si prepara a vivere il sesso anale sotto l'albero di Natale. Le mancava e forse per questo non dice di no. Lei vuole collezionare tutti i posti del mondo. Lei non è una collezionista di uomini o, come le ha detto un'amica invidiosa, una collezionatrice di cazzi; lei ama collezionare luoghi e scenografie speciali dove vivere il sesso. Ai piedi del simbolo natalizio per eccellenza le manca, non fa ancora parte della collezione.

'Aah! Sì! Francooh!'

E' entrato nel culo di Alena. Il cazzo è tra le natiche sognate. Il sogno si avvera. Il pino viterbese pulsa febbricitante tra le natiche sovietiche. Il pino natalizio sprofonda, bagnato di saliva, dentro il buco anale. Su e giù, rigido e tenace. Godono. Alena stringe il tappeto, si volta per guardare, poi fissa lo sguardo sulle case illuminate disegnate sul tappeto. Pensa alla sua San Pietroburgo innevata e a quella volta, davanti al camino di casa sua, di notte, come si è fatta inculare per la prima volta dal fratello più grande. Era la notte del primo giorno dell'anno e lei aveva da poco compiuto l'età.

Franco si alza in piedi, resta nel culo e piega le ginocchia in avanti. Spinge focoso dentro di lei ansimante. Il gendarme si mantiene al bacino di lei, la sculaccia, la aizza.

'Ti piace essere montata. Ah! Sì? Ti piace vero? Oh! Uh!'

'Sì, mi piace. Montami, montami ancora, montami sempre. Inculami sotto l'albero di Natale. Non ti fermare.'

Il gendarme, sudato, gli carezza la schiena liscia. Gli trattiene i capelli con una mano e con l'altra schiaffeggia il morbido culo. Alena parla in russo ora, si tocca il clitoride. Dalla patacca rasata e bionda cadono gocce di eccitazione che bagnano il tappeto. Vorrebbe tanto essere soddisfatta, per ora deve attendere perché il Gendarme sta ispezionando prima il culo e poi più tardi passerà a controllare anche la fregna bagnata.

Alena parla in russo sempre più concitata. Più lui accelera, più lei parla in russo. Dal tono della voce e da come si gira per guardarlo negli occhi, si comprende che lo sta incitando ad andare ancora più forte, a non fermarsi, a sfondarla. E Franco, il gendarme vaticano di Viterbo, che ha conosciuto i piaceri del sesso solo a 28 anni, sfonda il culo russo ed entra in San Pietroburgo. Aggrappandosi a lei come ad un cavallo lanciato a folle velocità verso il traguardo, affonda il cazzo tra le natiche come mai aveva fatto con altre. Il suo cazzo è follemente innamorato di quel culo, si è preso una cotta che sarà difficile raffreddare.

Lei vocalizza in russo, Franco grida nel villino immerso nelle campagne del viterbese. Fuori cade la prima neve, imbianca tutto il paesaggio rendendolo come quello disegnato sul tappeto accanto all'albero di Natale. Dal cazzo piovono getti di sperma bianco nel culo di Alena. Gridando, forte, forse come mai prima d'ora, viene traboccante tra le bianche e stupefacenti natiche russe. Viene con tanta abbondanza, poi finalmente, esausto, si rimette in ginocchio. Non esce da lei che, altrettanto provata, si gira per vedere se lui ha finito di allietarle il culo. Continua ancora un po' a strofinare il cazzo nel culo sovietico, poi lo estrae. Si allontana di poco accarezzando le chiappe.

'Ti è piaciuto Alena?'

'Sei stato bravissimo.'

E mentre lei risponde alla domanda, apre i due chicchi d'uva e con la lingua lecca il suo stesso sperma in fuoriuscita dall'ano. Lo lecca con passione. Questa è la sua firma. Dopo essere venuto nel culo senza profilattico, lecca lo sperma che fuoriesce. Questa volta ha un profumo e un sapore speciale, perché di quel culo si è davvero innamorato.

'Buon Natale Alena.'

'Buon Natale Franco.'

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