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La soldatessa e il nuovo vicino di casa. Racconto Erotico Etero

Rientrata dalla missione di pace la soldatessa vuole appagare la febbre del sesso. Il nuovo bel vicino di casa diventa il suo primo obiettivo.

La soldatessa e il vicino di casa
Foto: pixabay.com.
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Il primo giorno di licenza della soldatessa
La soldatessa e la colazione di conoscenza e... di sesso
La soldatessa e il bel vicino nella camera da letto

Sette lunghissimi mesi di missione per la soldatessa. Uno in più del previsto a causa del ritardo nell'avvicendamento con il contingente di militari in arrivo dalla Francia.

Finalmente il caporale maggiore scelto Portellini Annalisa è sulla porta di casa. La sua casa, l'appartamento al terzo piano comprato con i soldi delle precedenti missioni. Un culo così, grande e fenomenale come il suo, per comperare 95mq di appartamento in zona residenziale.

Prima di entrare in casa nota la porta dell'appartamento accanto al suo aperta. Quando è andata via era in vendita. Cerca le chiavi tra gli enormi valigioni, dalla porta semi chiusa esce il nuovo inquilino. Impossibile non notarlo e guardarlo, è molto bello e lei è di rientro da sette mesi di castità forzata. Lo saluta con molta cordialità e con il sorriso.

'Buona sera.'

'Buona sera...' Risponde Annalisa, rimasta quasi a bocca aperta.

In missione gli uomini non mancano di certo. Solo questo è il primo non in divisa da lungo tempo. E lei è attratta dagli uomini che non portano la divisa.

'Piacere. Sono il nuovo vicino. Sono qui da quindici giorni. Mi chiamo Dario.'

'Io sono Annalisa e abito qui... se trovo le chiavi di casa. Sai, sono sette mesi che non le uso.'

'Sei stata via per lungo tempo.' Osserva Dario.

'Sì, in missione.'

'Missione?' Risponde Dario i cui interessi sono lontani dal mondo delle uniformi.

'Sì, sono un militare dell'esercito.'

'Bello. Allora una sera di queste mi racconti una storia se ti va.'

'Ok. Volentieri. Ecco le chiavi. Ci vediamo presto.'

'A presto.'

Annalisa ha detto subito di sì perché ha un desiderio in attesa da accontentare. Sette lunghi mesi di noviziato militare. Troppi mesi senza un maschio da cui abbeverarsi. La soldatessa vuole finalmente il rompete le righe per gridare URRÁ! URRÁ! URRÁ!

Una doccia e poi a letto. Una doccia vera, una doccia intima senza colleghe curiose. Una dormita vera in un letto e non nella branda da campo del check point avanzato Zulu. Usa la sua spugna preferita. Vera spugna per massaggiare il seno più volte e finalmente concedersi dei piacevoli momenti solo per lei e per la cura del corpo.

A metà doccia si concede uno scrub completo con il prodotto preferito a base di sali marini. Con il guanto per lo scrub, elimina di dosso l'odore e ogni residuo della missione. La polvere mangiata nel deserto si insinuava ovunque, reggiseno compreso.

Soffice letto. Non è più abituata. È strano dormire sul materasso in lattice dopo mesi di branda da campo. Dorme libera. Dorme nuda. Senza colleghe lesbiche pronte a saltarle addosso per strofinarsi la vagina. Pensa a Dario incontrato sul pianerottolo di casa. Pensa che ha un bel fondo schiena. Pensa di fargli visita presto inventandosi una scusa. Immagina di fare sesso con lui, ne ha la necessità: troppo lunga l'astinenza.

Si addormenta nuda, coperta dal solo lenzuolo di flanella. Il lenzuolo bianco si leva all'altezza del petto a formare un ampio e alto promontorio. Un rilievo dolce dalla forma tondeggiante. Di promontori, colline, vette e cime di montagna, il caporale alpino, ne ha viste tante durante le pattuglie. È giunto il momento di mostrare i suoi a un maschio.

Finalmente casa. Finalmente pace.

Il primo giorno di licenza della soldatessa

La luce filtra dalle fessure. Le prime ore di sole battono proprio sulla camera da letto. È il primo giorno di licenza. Ha ottenuto due mesi consecutivi di vacanza. Li ha meritati sul campo, come l'onorificenza per aver aiutato alcune famiglie in pericolo, durante una operazione militare. Una di quelle operazioni d'assalto che i TG non potranno mai raccontare. Ha dato tutta sé stessa e questo le varrà per ottenere prima l'avanzamento di grado.

Tutto ciò ora non conta. Accarezza la sua intimità sola, troppo sola. Avverte la mancanza fisica, il vuoto da colmare. Inserisce le dita con dolcezza più volte, ma non è la stessa cosa. Porta le dita alla bocca per assaggiare il suo nettare, lo trova dolce, succhia avida di piacere. Deve inventarsi qualcosa per recarsi quanto prima da Dario.

'Ma certo! Con la scusa che non ho lo zucchero per il caffè...' Pensa rigirandosi nel letto impaziente. Ora ha il culo all'aria. Che visione diurna...

La scusa più stupida ed efficace per entrare in confidenza con il vicino di casa.

'Sono appena rientrata e devo ancora fare la spesa. Quindi lo invito a prendere il caffè da me e qui lo punisco.' Organizza le prossime mosse Annalisa. Muovendo inconsapevolmente le gambe in aria per la felicità, organizza il piano d'attacco.

'Lo mando a rapporto dal capitano e gli faccio avere la mia punizione. Sono sicura non gli dispiacerà farsi punire.'

Si veste in fretta ma non troppo. Indossa qualcosa di leggero e provocante, allo stesso tempo, carino e presentabile.

La soldatessa e la colazione di conoscenza e... di sesso

Dario apre la porta dopo un paio di minuti. In quella domenica di fine inverno è ancora a letto. Apre in pigiama.

'Sexy.' Pensa Annalisa e chiede di perdonarla per il disturbo, è abituata ad alzarsi presto tutte le mattine e non si era resa conto fosse domenica. Racconta la storia dello zucchero e, dal momento che l'ha svegliato, lo invita a prendere il caffè da lei. Una ricca colazione di conoscenza... e di sesso, spera Annalisa.

Dario accetta volentieri. In cinque minuti è bello vestito. Si presenta a casa della soldatessa con il pacco dello zucchero. L'aria profuma di caffè fatto nella Napoletana, invade tutto il pianerottolo. I profumi ed i sapori di casa non si possono mai dimenticare, per entrambe.

Quando Annalisa apre la porta di casa, si rende conto di quanto è poco vestita. Prima aveva gli occhi troppo appiccicati di sonno per distinguere bene le forme. Si rende conto di quanto è bella la soldatessa. Ieri dalla mimetica appariva solo il volto, gli occhi castani, il nasino all'insù e i capelli raccolti neri. Ora vede le forme sinuose, il seno prorompente e seducente coperto da una magliettina scollata e attillata. Prova a distinguere i lineamenti del reggiseno, forse non lo indossa, o, se lo ha, è talmente sottile da non lasciarsi notare. I capezzoli sono turgidi e svettano quasi oltre il tessuto di cotone elastico. Il culo pronunciato nei pantaloncini corti; la pancia piatta a forma di tartaruga.

'Che tipa tosta.' Pensa Dario e la desidera, senza essersi reso ancora conto di quanto il desiderio di lei per lui sia ineguagliabile.

'Ecco il caffè.'

'Grazie.' Risponde Dario riservandole un lungo sguardo di ammirazione.

'Grazie a te per lo zucchero. Io senza non so prendere il caffè.'

Annalisa guarda Dario negli occhi con l'intensità della donna pronta ad andare oltre i convenevoli e le formalità. Dario intuisce e deglutisce quasi impaurito dalla sua predisposizione.

'Cosa fai nella vita Dario.'

'Sono ingegnere aerospaziale. Progetto le ali degli aerei.'

'Interessante. Forse avrò volato grazie alle tue ali nei miei continui spostamenti.'

'Sono solo due anni che lavoro e per ora sono impegnato in un progetto non ancora realizzato.'

'Beh... Allora quando il tuo aereo sarà pronto a volare, io sarò felice di farci un giro.'

La frase di Annalisa è una allusione carica di un messaggio in codice che non ha nulla a che fare con i codici segreti militari. Questo è un messaggio in codice sessuale che Dario comprende benissimo e si arrapa. La gamba scoperta della eccitata soldatessa sfiora la sua, è tentato di toccarla, si trattiene.

Sul tavolo ci sono i biscotti al cioccolato portati dall'ingegnere. Annalisa ne prende uno e, guardando il vicino di casa negli occhi, lo spacca in due mostrando i denti allineati. Dario diventa una fiamma di desiderio. L'affare sussulta e scalpita nei pantaloni. Allunga la mano verso la gamba nuda di lei, poi corregge la rotta e vola ad afferrare un biscotto dalla confezione. Lo morde pensando alle tette di lei, gusta il cioccolato come stesse assaporando la pelle della bella soldatessa. Solo la sua timidezza lo frena. Non era pronto a questo incontro. Aveva immaginato un invito a cena e poi sperava di poterla possedere nella sua nuova casa.

Annalisa non ha tempo di attendere l'invito a cena.

'Dario, vuoi un altro biscotto?'

'Sì, grazie.'

'Posso dartelo a modo mio...?'

'Sì... va bene...'

Annalisa prende il biscotto dalla confezione, si alza, sotto gli occhi ammirati e sbalorditi di Dario, si siede su di lui. La soldatessa mette il biscotto per metà in bocca e s'avvicina a lui.

Dario è già a bocca aperta per lo stupore. L'altra metà del biscotto entra e lui l'afferra. Le labbra di Annalisa aderiscono alle sue: sono morbidissime. Spaccano il biscotto, masticano così ognuno la sua parte e infine si scambiano le lingue in un bacio lunghissimo. Dario stringe i fianchi asciutti della soldatessa. Scivola di passaggio sui glutei e raggiunge le cosce che prima ha istintivamente desiderato toccare. Per tutto il bacio conosce la liscia ed elastica pelle delle gambe di Annalisa. Dario prende confidenza con il corpo della vicina di casa, lo trova più caldo del suo. Si rende conto essere calda come chi ha la febbre a quaranta. Il caporal maggiore scelto ha la febbre davvero. Ha la febbre del sesso. Si toglie la magliettina di puro cotone attillata.

Dario aveva ragione. Indossa un reggiseno sottilissimo di seta. Un reggiseno da notte impossibile da scorgere, che lei non ha voluto indossare la notte precedente. Il cuore quasi gli esplode quando lei toglie la seta dai seni sodi e grossi. Il cuore batte a 130, forse 140 al minuto. Lei gliele butta in faccia prendendolo a schiaffi con le tette. Si diverte a schiaffeggiarlo con le tette.

'Sei in punizione soldato.'

'Sì, mi punisca capitano.'

'Mordi le tette soldato.'

Lui esegue subito l'ordine. Mangia quelle due bombe esplosive incurante dei pericoli. Le morde, poi succhia le spolette, tocca i fianchi di quei due grossi ordigni esplosivi. Ma lei non è soddisfatta.

'Di più! Di più! Soldato!'

Schiaff. Schiaff.

Gli molla due ceffoni in faccia che finalmente svegliano l'imbambolato ingegnere. Questi apre le tette spingendole verso l'esterno e lecca tra i seni. Prendendole una per volta tra le mani assaggia ogni angolo, scoprendo il neo nascosto sotto la mammella destra.

'Cacciamelo fuori ti prego. Ha bisogno di prendere aria.' Quasi implora lui.

La soldatessa soddisfa la richiesta. Scende dalle gambe del bel vicino di casa e ponendosi in ginocchio tra le sue gambe, attiva l'arma del sesso facendo sgusciare fuori la leva di comando.

Come una tigre a digiuno si avventa sul cazzo dell'ingegnere arrapato.

'Aah! Aah! Piano, o me lo stacchi!'

Incapace di contenersi, Annalisa lo prende a morsi e solo in un secondo momento lo succhia. Che fame che ha. A differenza delle colleghe, lei non partecipa alle orge militari che di tanto in tanto organizzano nelle tende da campo. In quelle orge non esistono i gradi, nessun ufficiale dà ordini. Davanti ai piaceri del sesso tutti sono uguali. Lei dalla sua tenda li sentiva ansimare, gridare di piacere corale. A quei festini del sesso durante le missioni di pace ha sempre preferito astenersi per concedersi ai maschi senza divisa e uno per volta. Preferisce darsi agli uomini che incontra al termine di ogni missione di pace.

Il cazzo di Dario le piace. È giusto per lei. Non troppo lungo e neppure piccolo. Largo, non solo la capocchia, è larga tutta l'asta rigida. Stacca finalmente la bocca. Dario temeva volesse fargli solo un pompino. Lo guarda negli occhi e lo masturba rapida.

'Piano Annalisa, piano. Non farmi venire subito.' Dario ha compreso l'incredibile eccitazione di lei.

La soldatessa lascia il cazzo, con le mani prende le tette grosse, le apre e ci mette il cazzo al centro come un missile terra-aria sulla rampa di lancio. Poi chiude e: 'Lancio!'

'Ooh! Sì! Questo mi piace. Brava! La sega spagnola sì!'

Il cazzo di Dario scappella ripetutamente tra le tette affamate, si arrossa tutto. L'ingegnere si tiene alla sedia, si mantiene al tavolo, guarda i biscotti di sfuggita. Lei gli lecca la capocchia ogni volta che riemerge tra le tette.

'Oh! Oh! La sega! La sega spagnola mi piace tantissimo!'

Si ferma la soldatessa. Non vuole che venga sulle sue tette. Ha altre aspirazioni per la mattina di sesso nella prima giornata di licenza. Con un balzo rapido è in piedi. Decisa e rapida toglie i cortissimi pantaloncini. I glutei sodi salgono e scendono nei movimenti. Toglie le mutandine trasparenti. Ha la vagina rasata con un ciuffo di peli sul monte di venere. Il cazzo di Dario si protende verso la fregna nuda.

Allunga le mani l'ingegnere per abbracciarla dalle chiappe e portarla a sé. Gli bacia la pancia scolpita e poi scende verso il ciuffo di peli leccandolo tutto. Annalisa gode ma non lo lascia continuare...

'Vieni...'

La soldatessa e il bel vicino nella camera da letto

Prende il bel vicino per mano per condurlo nella camera da letto. Dario si alza dalla sedia e segue il culo ciondolante con il cazzo da fuori che tenta di entrarle tra le chiappe, ma lei sfugge alla penetrazione.

Dario nel corridoio lascia tutti i panni rimasti. I box intimi cadono ai piedi del letto ancora sfatto. Annalisa è già sul letto a gambe aperte e semi piegate. Sorregge il busto con gli avambracci. Non vuole assolutamente perdersi il momento in cui lui entrerà nella soldatessa in licenza premio.

L'ingegnere senza parole si avvicina. La posizione è un tacito invito. Si guardano negli occhi, poi lui guarda la fregna e vede che un filo di eccitazione scende giù verso il lenzuolo di flanella. Afferra la cloche come quando ha preso il brevetto di volo privato. Spinge in avanti e verso il basso in direzione della vagina. Il cazzo è in stallo, precipita dentro. Annalisa allarga ancor di più le gambe e spalanca la bocca. Lo vede avvicinarsi sfiorando le labbra e poi entrare.

'Aaah!'

Chiude gli occhi. Il volto esprime tutta la soddisfazione per quella penetrazione. Dopo sette mesi di astinenza ritrova il piacere del cazzo nella figa. È talmente ben lubrificata che Dario scivola dentro facile. Eccitato dall'inattesa scopata mattutina, penetra rapido dentro di lei. L'ingegnere è concentrato sulla figa da appagare. Annalisa lo guarda in volto, poi si gode lo spettacolo dell'intimità in compagnia.

'Di più! Di più Dario! Di più! Ho fame. Ho sete. Appagami! Appagami!'

'Sì! Sì! Sì!' Risponde il vicino di casa infilando il cazzo nella fregna super bagnata. Non aveva mai scopato una fregna così naturalmente ben lubrificata. Gli umori di lei fuoriescono abbondanti ogni volta che arretra. Una chiazza ampia e nitida si è formata sul lenzuolo sotto di loro.

Dario si stende su di lei e prende una tetta in bocca. Non cessa di ficcarle il cazzo nella fregna bagnata e con la lingua impregna di saliva il capezzolo; poi si allarga spostandosi sul lato esterno della tetta leccandola con la sola punta della lingua. Lei sospira di piacere. L'ingegnere aerospaziale continua eccitato e la soldatessa grida ancora. Dario insiste. Lecca e lecca quel punto facendola impazzire. Lei lo stringe tra le gambe e poi lo graffia ad una spalla. Stringe forte le gambe intorno a lui. Dario ci dà dentro. Infila il cazzo profondamente. Passa a leccare l'altra tetta allo stesso modo e lei grida come prima. Gli blocca le mani però, non vuole farsi graffiare ancora.

Tenendole le mani bloccate sul letto, entra forte nella vagina bagnata. Con la lingua esplora il collo di lei, ormai incapace di qualsiasi reazione. Presa da lui, appagata nella sua esigenza primordiale, geme ritmicamente.

Dario porta le mani ai fianchi di Annalisa. Sta per venire. Stringe i fianchi asciutti della soldatessa. Stringe forte e penetra incessantemente mentre lei grida il piacere.

'Vengo! Vengo! Vengo!'

'Esci.' Dice lei con un filo di fiato.

'Aaah! Aaah! AAAH!'

Dario in un lampo esce e spruzza lo sperma sull'addome muscoloso. Il primo schizzo è stato talmente esplosivo da aver raggiunto la tetta destra proprio vicino al neo che aveva scoperto durante l'esplorazione iniziale. Dario prosegue la masturbazione incapace di arrestarsi. Lei è soddisfatta, gli accarezza le braccia e il petto.

Quando lui ha finito di eiaculare l'ultima goccia, con una voce dolcissima e ricca di soddisfazione gli dice:

'Rimettilo dentro per favore.'

Dario ritorna nella vagina e ci resta tutta la mattina, ci resta per tutta la durata della licenza.

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